Lavoro stabile in calo: l’analisi FIIS sui dati delle Comunicazioni Obbligatorie

Il Ministero del Lavoro fotografa quattro anni di flessione dei contratti a tempo indeterminato e dell’apprendistato. Per le imprese sportive è un segnale da leggere con attenzione — ma il 2026 offre strumenti concreti per reagire.

Il 12 giugno 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la IV nota trimestrale 2025 sulle Comunicazioni Obbligatorie, il rapporto che fotografa i movimenti dei rapporti di lavoro in Italia registrati dal Sistema informativo statistico delle Comunicazioni Obbligatorie. FIIS ha analizzato la serie storica degli ultimi quattro anni, concentrandosi su due indicatori decisivi per chi fa impresa nello sport: i rapporti a tempo indeterminato e i contratti di apprendistato.

Il quadro che emerge è netto. Il lavoro stabile si contrae, e con esso una delle leve principali di consolidamento e crescita per il settore.

Tempo indeterminato: quattro anni di flessione

I rapporti a tempo indeterminato instaurati in Italia sono passati da 1.930.050 nel 2022 a 1.882.107 nel 2023, a 1.773.992 nel 2024, fino a circa 1,72 milioni nel 2025. In quattro anni la contrazione supera le 200 mila unità, pari a circa l’11%. Il calo si è fatto più ripido nel 2024, con oltre 108 mila rapporti in meno rispetto all’anno precedente.

Apprendistato: la riduzione è ancora più marcata

Più accentuata la dinamica dell’apprendistato, lo strumento che lega più direttamente la formazione all’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro. I contratti instaurati scendono da 418.831 nel 2022 a 398.886 nel 2023, a 371.758 nel 2024 e a 350.545 nel 2025: una riduzione di oltre il 16% nell’arco del quadriennio.

Per un comparto come quello sportivo, che vive di competenze tecniche e di ricambio generazionale tra istruttori, allenatori e operatori, il rallentamento dell’apprendistato è un segnale che incide direttamente sulla capacità di formare e trattenere personale qualificato.

Il divario tra rapporti instaurati e cessati

Il terzo dato confronta i rapporti a tempo indeterminato instaurati con le cessazioni della stessa natura registrate nello stesso periodo. Considerando le sole attivazioni dirette, il saldo è negativo e in peggioramento: dai circa 308 mila rapporti di scarto del 2023 si passa a circa 371 mila del 2024. Sul fronte degli ingressi diretti nel lavoro stabile, in sostanza, le uscite continuano a superare i nuovi rapporti.

Cosa significa per l’impresa sportiva — e cosa si può fare

Per centri sportivi, palestre e associazioni la lettura è duplice. Da un lato, la difficoltà a stabilizzare l’occupazione riflette un mercato del lavoro più prudente e un costo del lavoro percepito come elevato. Dall’altro, proprio il 2026 mette a disposizione strumenti concreti per reagire a livello di singola impresa.

Le misure di esonero contributivo introdotte o rinnovate per quest’anno — il Bonus Donne 2026, il Bonus Giovani Under 35 e le maggiorazioni previste nelle regioni della ZES Unica — permettono di abbattere in modo significativo il costo di un’assunzione a tempo indeterminato. Sono leve pensate per favorire l’occupazione stabile e si applicano anche al settore sportivo.

FIIS affianca le imprese sportive nella scelta dello strumento contrattuale corretto e nell’accesso agli incentivi disponibili, verificando caso per caso requisiti e massimali vigenti. Per approfondire, contatta la segreteria.

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