Lavoro: cresce il tempo determinato, fermi gli autonomi. FIIS: «Per lo sport la vera politica del lavoro è stabilizzare il CCNL»

Londi: «Occupazione stabile ma sempre più flessibile e sempre più over 50. Nel nostro comparto 471mila lavoratori sportivi e un contratto nazionale che scade il 31 dicembre: il rinnovo del CCNL H077 va aperto adesso»

I dati ISTAT su occupati e disoccupati di giugno 2026, diffusi oggi, restituiscono la fotografia di un mercato del lavoro fermo nei totali ma in movimento nella sua composizione: 24 milioni 310mila occupati, invariati rispetto a maggio e in crescita di 131mila unità su base annua, con il tasso di occupazione stabile al 62,9%. Salgono le persone in cerca di lavoro (+97mila, tasso di disoccupazione al 5,7%) e scende l’inattività (-103mila, al 33,2%).

L’indagine ISTAT sulle forze di lavoro rileva l’aggregato nazionale e non disaggrega per settore economico: sullo sport, quindi, non dice nulla. Ma il dettaglio per tipologia contrattuale descrive dinamiche che le imprese sportive riconoscono: nel mese i dipendenti a termine crescono di 91mila unità (+3,7%), mentre calano i permanenti (-46mila, -0,3%) e gli indipendenti (-44mila, -0,8%). Su base annua il quadro cambia: i 131mila occupati in più sono tutti lavoro dipendente (+98mila permanenti, +33mila a termine), mentre il lavoro autonomo è esattamente fermo a quota zero. Sul fronte dell’età, la crescita annua è tutta concentrata sugli over 50 (+318mila), mentre arretrano i 15-24enni (-55mila) e i 35-49enni (-205mila) e il tasso di disoccupazione giovanile sale al 18,4% (+1,5 punti in un mese).

«Questi numeri non sono una notizia per chi gestisce una palestra, un impianto, un centro sportivo o una società sportiva – dichiara Alessandro Londi, Presidente di FIIS –. Il lavoro a termine che cresce, il lavoro autonomo che non si espande, una domanda che si sposta sugli over 50: è esattamente il mercato in cui le nostre imprese operano da anni. La differenza è che noi non abbiamo scelto la flessibilità come strategia: ce l’ha data la stagionalità delle attività, la struttura degli orari, la natura stessa del rapporto tra tecnico e praticante».

Un comparto con numeri strutturali

Per il comparto sportivo servono le fonti di settore, che l’ISTAT non fornisce. Secondo il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche e il Rapporto Sport 2025, in Italia operano 107.804 associazioni e società sportive dilettantistiche con almeno un tesseramento attivo, per 12,3 milioni di tesserati; nel 2024 sono stati 471.365 i lavoratori sportivi che hanno attivato almeno una collaborazione coordinata e continuativa. Circa metà di questi rapporti resta sotto i 5.000 euro annui di compenso.

Il nodo: stabilizzare il CCNL dello Sport

Il CCNL per i Lavoratori dello Sport (codice CNEL H077), rinnovato il 12 gennaio 2024, è vigente fino al 31 dicembre 2026. È l’unico contratto nazionale che recepisce in modo organico il D.Lgs. 36/2021, con classificazione basata sulle mansioni effettive, minimi tabellari per livello, disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative sportive e indennità costruite sulle peculiarità del settore. La parte datoriale è la Confederazione Italiana dello Sport, con l’assistenza di Confcommercio Imprese per l’Italia; le firme sindacali sono di SLC-CGIL, FISASCAT-CISL e UILCOM-UIL.

«La riforma ha reso visibile una platea di lavoro che prima non esisteva sulla carta, e questo è un risultato – prosegue Londi –. Ma emersione non significa stabilità: metà di quei rapporti vale meno di cinquemila euro l’anno. Con il contratto in scadenza a fine dicembre, il rinnovo va aperto adesso e va accompagnato da una decontribuzione progressiva su base triennale per chi stabilizza. Chiedere alle imprese sportive di consolidare l’occupazione senza intervenire sul costo del lavoro significa chiedere loro di fare da sole ciò che nessun altro comparto fa da solo».

Tre segnali che riguardano lo sport

I giovani. Con oltre un giovane su sei in cerca di lavoro, lo sport resta uno dei pochi settori capaci di offrire un primo impiego qualificato e immediatamente spendibile – istruttori, tecnici, operatori di sala, addetti all’accoglienza e alla gestione degli impianti. Serve però renderlo sostenibile per chi assume: certezza sulle soglie di esenzione, stabilità del quadro fiscale e contributivo, semplificazione degli adempimenti sul Registro delle attività sportive.

Gli over 50. La crescita dell’occupazione nella fascia più adulta è anche crescita di domanda di attività fisica per l’invecchiamento attivo, prevenzione e sport-salute: un mercato in espansione strutturale, che le imprese sportive possono presidiare se il quadro degli investimenti sugli impianti è prevedibile.

Il divario di genere. Il tasso di occupazione femminile resta al 54,2% contro il 71,6% degli uomini. Nelle attività sportive la presenza femminile tra i tecnici è significativa e in crescita: lo sport può essere una leva di partecipazione femminile al lavoro, purché il part-time e le collaborazioni sportive restino strumenti utilizzabili e non penalizzanti sul piano previdenziale.

Le richieste di FIIS

FIIS – Federazione Italiana Imprenditori Sportivi chiede l’apertura di un tavolo permanente sul lavoro nelle imprese sportive, aperto alle istituzioni e alle parti sociali, con tre priorità:

1.  Rinnovo tempestivo e stabilizzazione del CCNL dello Sport (H077), in scadenza il 31 dicembre 2026, e diffusione della sua applicazione nel comparto come argine al dumping contrattuale.

2.  Decontribuzione progressiva su base triennale per le imprese sportive che trasformano collaborazioni in rapporti stabili, insieme alla certezza delle soglie di esenzione.

3.  Riconoscimento delle imprese sportive come comparto economico autonomo nelle politiche attive del lavoro e negli strumenti di sostegno agli investimenti.

FIIS – Federazione Italiana Imprenditori Sportivi è l’organizzazione datoriale di rappresentanza di chi fa impresa nello sport: palestre, centri fitness, piscine, gestori di impianti sportivi, associazioni e società sportive, professionisti e lavoratori dello sport. Nata per colmare il vuoto di rappresentanza imprenditoriale del comparto, FIIS opera con una specializzazione specifica sul quadro successivo alla riforma dello sport del 2021.

Ufficio stampa FIIS – Via Reno 30, 00198 Roma – segreteria@fiis.it

Fonti: ISTAT, «Occupati e disoccupati – Giugno 2026» (dati provvisori), comunicato del 30 luglio 2026; Sport e Salute – ICSC, «Rapporto Sport 2025» e dati del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD); testo del CCNL per i Lavoratori dello Sport, CNEL H077, rinnovo del 12 gennaio 2024.

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