Forfettari dello sport: versamenti prorogati al 20 luglio 2026

La scadenza di saldo e primo acconto slitta dal 30 giugno al 20 luglio senza maggiorazione, con possibilità di pagare nei 30 giorni successivi versando lo 0,80%.

Per i lavoratori e i professionisti dello sport che operano con partita IVA in regime forfettario, le scadenze fiscali di inizio estate 2026 sono state prorogate. Il decreto-legge n. 86 del 22 maggio 2026 ha differito dal 30 giugno al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione, i versamenti risultanti dalla dichiarazione dei redditi per i soggetti ISA e per i forfettari. È inoltre possibile versare nei trenta giorni successivi applicando una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse. La proroga è stata disposta per i ritardi nella disponibilità dei software dichiarativi e in coordinamento con il Concordato Preventivo Biennale. FIIS riepiloga di seguito gli appuntamenti principali.

Il calendario dei versamenti
DataCosa scade
16 giugno 2026Acconto IMU 2026, per chi possiede immobili strumentali o diversi dall’abitazione principale.
20 luglio 2026Scadenza clou (nuovo termine ordinario per forfettari e soggetti ISA), tramite Modello F24:
• Saldo dell’imposta sostitutiva forfettaria 2025;
• Primo acconto 2026, pari al 50% dell’imposta sostitutiva dovuta;
• Contributi INPS: saldo 2025 e primo acconto 2026 (quadro RR – Gestione Separata o Artigiani/Commercianti sull’eccedenza).
30 giorni dopoVersamento ancora possibile applicando la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse.
Rateizzazione

Gli importi dovuti al 20 luglio possono essere suddivisi in rate mensili, con applicazione del tasso di interesse previsto. La prima rata coincide con la scadenza dei versamenti.

Adempimenti specifici per il lavoro sportivo

Se un’associazione o società sportiva (ASD o SSD) ha erogato compensi, occorre verificare che siano stati correttamente riportati nella Certificazione Unica (CU), che prevede campi dedicati agli sportivi dilettanti. Una corretta indicazione dei compensi e dei contributi versati è essenziale per evitare controlli o richieste di integrazione.

Cosa conviene verificare

Prima dei versamenti è utile: conoscere il proprio regime di calcolo dell’acconto (storico o previsionale); decidere se pagare in un’unica soluzione o rateizzare; verificare l’iscrizione alla Gestione Separata o ad altra gestione INPS. Si raccomanda di coordinarsi con il proprio consulente del lavoro o commercialista.

Riferimenti: D.L. n. 86 del 22 maggio 2026; DPR n. 435/2001; D.Lgs. n. 13/2024.

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