Piscine, la stretta sui bocchettoni entra nel decreto Sport: obblighiimmediati e chiusura per gli impianti non a norma

La Camera dei deputati, nella seduta del 23 luglio, ha approvato all’unanimità, con 244 voti favorevoli, l’emendamento che introduce nel decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108 (c.d. decreto Sport) il nuovo articolo 4-bis, recante misure per la sicurezza nelle piscine. La disposizione, proposta dai relatori in Commissione Cultura dopo i gravi fatti di cronaca delle ultime settimane, interviene sui sistemi di aspirazione delle acque e interessa da vicino i gestori di impianti natatori: società e associazioni sportive, centri sportivi e imprese del settore.
Questo il testo approvato:

«1. Nelle piscine pubbliche o private destinate ad un’utenza pubblica, ivi comprese quelle ad uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione delle acque, quali griglie di fondo, bocchettoni od ogni altro materiale allo scopo utilizzato, devono garantire la sicurezza in maniera atta ad impedire fenomeni vorticosi di aspirazione a effetto di ventosa nei confronti di ogni parte del corpo dei bagnanti.

2. In caso di violazione di quanto stabilito al comma 1 è disposta la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi ivi previsti.

3. Restano fermi gli ulteriori obblighi e responsabilità previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti natatori.

4. Per le spese sostenute per l’adeguamento dei sistemi di cui al comma 1 delle piscine pubbliche è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione di 4.725.000 euro per l’anno 2026.»

Il campo di applicazione è volutamente ampio. La norma riguarda le piscine pubbliche, quelle private destinate a un’utenza pubblica e quelle a uso collettivo: vi rientrano dunque gli impianti di ASD e SSD, i centri sportivi e le palestre con vasca, gli impianti comunali gestiti in convenzione, le strutture ricettive con piscina aperta agli ospiti. Ne restano fuori soltanto le piscine private a uso esclusivamente domestico.

Tre aspetti meritano particolare attenzione. Il primo: non è previsto alcun periodo transitorio.
L’obbligo sarà efficace dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione, la cui approvazione al Senato è attesa nei primi giorni di agosto (il termine ultimo per la conversione è il 25 agosto). Il secondo: la sanzione non conosce gradualità, perché l’impianto non conforme viene chiuso immediatamente e resta chiuso fino all’adempimento. Il terzo: il fondo da 4.725.000 euro copre soltanto l’adeguamento delle piscine pubbliche, sicché per gli impianti privati aperti al pubblico, compresi quelli dei sodalizi sportivi, i costi restano interamente a carico del gestore.

Nell’imminenza dell’entrata in vigore, raccomandiamo pertanto alle imprese e ai sodalizi associati che gestiscono impianti natatori di far verificare quanto prima da un tecnico qualificato griglie di fondo, bocchettoni e prese di aspirazione, avendo a riferimento le norme UNI EN 13451 sulla sicurezza delle attrezzature per piscine; di conservare certificazioni, schede tecniche e verbali di manutenzione, utili in sede di controllo; di programmare senza indugio gli eventuali interventi di adeguamento, vista l’assenza di un regime transitorio. Chi gestisce impianti pubblici in convenzione avrà inoltre interesse ad attivarsi con l’ente proprietario per l’accesso alle risorse del fondo, di cui si attendono i provvedimenti attuativi.

Un’ultima notazione. L’articolo 4-bis anticipa, con lo strumento dell’urgenza, un riordino ben più ampio: è all’esame della Camera il disegno di legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine (A.C. 2576), trentasei articoli destinati a ridisciplinare classificazione degli impianti, requisiti di sicurezza, profili igienico-sanitari, controlli e sanzioni. L’adeguamento dei sistemi di aspirazione è quindi soltanto il primo passo di un percorso regolatorio che la Federazione seguirà in ogni sua fase, riservandosi di fornire alle imprese associate una circolare operativa non appena la legge di conversione sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Gli uffici della Federazione restano a disposizione per ogni chiarimento e per l’assistenza tecnica sugli adempimenti.

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