TFR e silenzio-assenso: dal 1° luglio 2026 nuove regole per i datori di lavoro sportivi. FIIS: «Solo 60 giorni e obblighi informativi più stringenti, le imprese si preparino subito»

Roma, 16 giugno 2026 — Dal 1° luglio 2026 cambia il meccanismo di destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i nuovi assunti del settore privato. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 204-205), che modifica il D.Lgs. 252/2005, riduce il termine del silenzio-assenso da sei mesi a 60 giorni dall’assunzione: trascorso tale periodo senza una scelta esplicita del lavoratore, il TFR maturando viene destinato in automatico al fondo pensione complementare di categoria previsto dal CCNL applicato. Resta invece il termine di sei mesi per i rapporti instaurati prima di tale data.

La Federazione Italiana Imprenditori Sportivi (FIIS) richiama l’attenzione delle imprese sportive associate, in qualità di datori di lavoro, su una novità che incide direttamente sugli adempimenti di assunzione. La regola riguarda i lavoratori sportivi subordinati (dipendenti), per i quali matura il TFR; restano fuori, per loro natura, i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori autonomi sportivi, ai quali l’istituto del TFR non si applica.

Cosa cambia, in concreto, per il datore di lavoro sportivo. Al momento dell’assunzione l’impresa dovrà: consegnare un’informativa chiara e completa su TFR e previdenza complementare (nuovo modello informativo); fornire al lavoratore il modulo di scelta con l’indicazione del fondo di riferimento; illustrare le opzioni disponibili e il termine dei 60 giorni; conservare prova della consegna dell’informativa e del modulo. In assenza di scelta entro il termine, il datore dovrà procedere d’ufficio al conferimento del TFR alla forma pensionistica di categoria, con i relativi obblighi contributivi.

«Il punto, per chi gestisce un’impresa sportiva, è il tempo — dichiara Alessandro Londi, Presidente FIIS —. Due mesi, nel pieno di un’assunzione, passano in fretta: il rischio è ritrovarsi a gestire tutto in corsa, o peggio a non avere agli atti la prova di aver informato correttamente il lavoratore. La nostra raccomandazione è una sola: prepararsi ora, non dopo. Chi aggiorna per tempo modulistica e procedure affronterà la novità con ordine; chi rimanda si esporrà a contenzioso e a contestazioni».

FIIS segnala inoltre che l’obbligo riguarda anche i lavoratori già in forza che non abbiano mai espresso una scelta sulla destinazione del TFR: dovranno comunicarla entro il 31 dicembre 2026 e, in mancanza, dal 1° gennaio 2027 si applicheranno le nuove regole.

Cosa fare entro il 1° luglio 2026. FIIS invita le imprese associate a: aggiornare modulistica e informative sul TFR; mappare il fondo pensione di categoria collegato al CCNL effettivamente applicato (verifica da svolgere caso per caso con il proprio consulente del lavoro); coordinare consulente, provider paghe ed eventuali fondi; predisporre un sistema di alert per la scadenza dei 60 giorni; archiviare correttamente la documentazione delle scelte.

Su questi temi la Federazione mette a disposizione il supporto del proprio Ente Bilaterale EBISport e dei consulenti del lavoro convenzionati, per accompagnare le imprese sportive nell’adeguamento di procedure e modelli.

«Una federazione datoriale moderna — conclude Londi — non si limita a segnalare gli obblighi: aiuta le imprese a rispettarli senza affanni. È questo il senso della rappresentanza».

Le imprese sono invitate a verificare con il proprio consulente del lavoro l’esatta individuazione del fondo di categoria e degli adempimenti applicabili al contratto collettivo adottato.

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